martedì 15 maggio 2018

Alla scoperta dei tesori nascosti II. La domus di Via degli Orti dell’antica Capua.


La storia dell’antica Capua, oggi Santa Maria Capua Vetere, continua ancora ad emergere nei posti più impensati, la domus di Via degli Orti ne è un esempio. Aperta in occasione della giornate FAI, insieme alla domus di Confuleio, testimonia quanto l’antica Capua fosse un’importante città durante l’Impero Romano e se avrete il piacere di leggermi, ve la mostrerò.

La domus di via degli Orti. 

Nella foto inferiore probabilmente si il triclinium, dove mangiavano, è stato rinvenuto un pavimento in opus sectile,
oggi conservato nel museo capuano.
Sulla grandezza dell’antica Capua vi ho già parlato e, se volete leggerla, vi rimando al post sulla domus di Confuleio quindi inizio subito il tour virtuale di questa lussuosa domus; appartenuta a un ricco ma ignoto capuano, quasi sicuramente un senatore per la ricchezza della struttura, la domus è, allo stato attuale, visitabile solo in piccola parte rispetto a quanto gli archeologi ipotizzano essere grande, il resto dell’edificio sta sotto le fondamenta dei palazzi antistanti. 
In passato sorgeva vicino alla Via Appia, quindi su una delle principali strade dell’antichità.

Alla domus si entra da via degli Orti ossia da dove in origine si trovava il giardino che aveva un ruolo molto importante nelle case romane, rallegrava gli ospiti.Questo della domus degli Orti, in particolare, accoglieva gli invitati dal domino dopo aver trascorso del tempo nelle terme e goduto dei suoi benefici, ebbene si, questa villa aveva delle terme private, come si vedono anche nelle domus di Pompei.
La parte centrale del giardino è occupata dalla struttura di un canale centrale- euripus- lungo poco più di 13 m., rivestito da marmo e da cocciopesto, richiamava idealmente il percorso del Nilo, ospitava pesci esotici e circondato da statue ispirate all'arte egizia.
Questa domus rispecchiava a pieno l’idea dell'otium romano dove il giardino ricopriva un duplice ruolo mostrava sia lo status del proprietario il quale per evidenziarlo ulteriormente si affidava a maestri dell’ars topiaria- arte del giardinaggio- per ricreare sin nei minimi particolari dei suggestivi giochi di profumi con le piante, d’acqua con le fontane e con le statue in modo da ricreare artefatti paesaggi idilliaci; per rendere bello un giardino venivano coinvolti architetti, giardinieri e idraulici, insomma cosa da ricchi che erano influenzati dalla cultura greca e dalla cultura egiziana entrambe particolarmente attente alla cura del giardino, ciò mostra anche la circolazione di mode e costumi provenienti dall'Oriente greco in tutto l’Impero e non solo a Roma, sia la funzione di accogliere e stimolare la cultura, a ricreare le scuole filosofiche particolarmente attente al ruolo meditativo ricoperto dal giardino- particolare che sarà ripreso anche nella cultura cristiana-  
Dietro all'euripus troviamo il ninfeo a 6 nicchie che ricreava il mitico bosco delle ninfe, era rivestito da lastre di marmo. L’opera reticolata retrostante risale alla prima fase della domus, il ninfeo è una delle parti più antica della residenza. A dx un ambiente rettangolare con colonne in laterizio, marmo cipollino e intonaco rosso, la cui funzione non è chiara.

Le terme private della domus di Via degli Orti

Peristilio che collegava il giardino alle terme rivestito di marmo policromo
Dopo aver immaginato la grandezza del giardino con i suoi profumi e le sue statue, si entra nell'impianto termale privato e in ciò che è stato scavato della domus.
Le terme private non sono una rarità nelle abitazioni degli antichi capuani agiati, grazie al forte legame che aveva con Roma, l’antica Capua dell’età Imperiale fu fornita, come in altre città dell’Impero, da sviluppate tecniche di riscaldamento e di avanzati sistemi di conduzione dell’acqua grazie agli acquedotti che si rifornivano dal vicino monte Tifata. 
ambiente con funzione di praefurnium, ossia serviva a riscaldare il vicino calidarium.
Le terme private venivano costruite come quelle pubbliche, e avevano anche le stesse finzioni sociali e politiche, venivano costruite mettendo in comunicazione per passare agevolmente dal tepidarium, dove si trovava la vasca d’acqua tiepida la cui funzione era quella di preparare il corpo al resto del percorso, si massaggiava la pelle con oli e unguenti, dopo questa preparazione si entrava nel calidarium, dove una vasca d’acqua calda accoglieva l'ospite. Se si voleva, si passava nella retrostante sauna, laconicum. Dopo un poco si ritornava al tepidarium per poi terminare il percorso benessere nel frigidarium, ossia in un ambiente dove ci si immergeva in una vasca fresca per tonificare la pelle a riacquistare energia. 
Il calidarium
I calidarium della domus di via degli Orti comunicava con il vicino praefurnum e aveva anche la vasca per immergersi; sono visibili i resti del pavimento in marmo che ricopre le suspensurae e i resti di uno dei tubi in terracotta che serviva alla circolazione dell’aria calda tra le intercapedini dei muri.
Sauna
Alle spalle tra il calidarium e il tepidarium in questa domus troviamo un ambiente quadrangolare con probabile funzione di sauna, sono presenti dei suspensurae ossia delle piccole colonnine che servivano  a far passare attraverso dei tubi il calore da sotto al pavimento e farlo uscire in apposite intercapedini delle pareti.
Frigidarium
Il frigidarium è una delle parti più antica della domus ed è stato oggetto di restauri nel corso degli anni come testimoniano i due piani di calpestio, il primo, il più antico, è un battuto con scaglie di laterizio, il secondo, più recente, presenta tessere di mosaico bianco.
La cura del corpo prevedeva anche attività sportiva liberamente praticata tra il peristilio e l’ampio giardino dove degli schiavi specializzati all'occorrenza massaggiavano con degli unguenti i muscoli affaticati.
Stanza, forse camera da letto- cubiculum-
Dietro alle terme e separate da un corridoio sono stati rinvenuti una serie di stanze, una di questi doveva essere, probabilmente, una stanza da letto che, nonostante il cattivo stato di conservazione, aveva pareti affrescate con una zoccolatura in rosso e riquadri sovrastanti scuri su fondo chiaro mentre il pavimento è decorato con mosaico bianco e nero che racchiude un emblema centrale costituito da quadrati marginati da quattro peltae. 
L’ambiente è stato più volte rimaneggiato infatti l’ultimo pavimento risale alla prima metà del V sec d.C, dove sono stati aggiunti una nuova entrata e degli scalini. 

Gli altri ambienti non hanno dato molte informazioni a parte la presenza, in uno di essi, di scale che portavano, molto probabilmente, ad un piano superiore come si vede in alcune domus di Ercolano, ma, come accennato più volte, la domus versa in condizioni veramente pessime e quindi tanti piccoli particolari non sono visibili perchè ricoperti dalla ricca vegetazione. 

Mancano infatti molte informazioni sull'edificio come ad esempio l’ubicazione dell’ingresso originario, come avveniva l’approvvigionamento dell’acqua in questa domus anche se si sa che l'antica Capua era rifornita dall'acqua Julia, acquedotto voluto dall'Imperatore Augusto che alimentava i principali edifici dell'antica Capua sfruttando le acque del vicino monte Tifata, ma, come detto, sono ipotesi.

E' vero che non si può salvare tutto dalle insidie del tempo e dalla crescita urbanistica ma se quel poco che riesce a sopravvivere viene poi lasciato a se stesso... ..si spera sempre in una saggia amministrazione.

Con questa piccola predica, amen, concludo, per ora, la parentesi sulla storia dell'antica Capua, perchè non di solo Spartacus vive Santa Maria Capua Vetere, ha un passato ricco e complesso che merita di essere scoperto e ammirato.

Al prossimo post, alla prossima storia, ma se anche voi avete visitato la Domus di Via degli Orti raccontatemi la vostra esperienza, volentieri la condividerò.

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